Tipologie e caratteristiche degli alimentatori

Non c’è dubbio che mai, nella storia, la nostra vita sia stata piena di dispositivi elettrici quanto oggi: smartphone, tablet, computer portatili e fissi, lettori MP3, quasi tutti gli oggetti che portiamo con noi e utilizziamo ogni giorno richiedono di essere alimentati o ricaricati di energia elettrica – un compito che ricade, naturalmente, sugli alimentatori. Ciò nonostante, questo particolare strumento ci è quasi sconosciuto, e non ne sappiamo pressoché nulla. Proviamo quindi almeno a conoscerne le tipologie principali, per effettuare acquisti più informati e competenti.

Alimentatori Lineari
Gli alimentatori lineari a corrente alternata rimangono, probabilmente, una delle tipologie più comuni di alimentatore. Si compongono, essenzialmente, di un trasformatore, che fa in modo che la corrente che viene somministrata al nostro dispositivo elettronico sia ad un voltaggio corretto – e quindi più basso di quello che arriva dalla presa elettrica di casa nostra. Nel caso invece si voglia ottenere corrente continua, il dispositivo conterrà un rettificatore.
Ma anche le batterie, così comuni ormai, e che hanno reso di fatto possibile la miniaturizzazione e la portabilità di così tanti dispositivi, sono in realtà una tipologia di alimentatore che si può a buon diritto inserire in quelli lineari. Al loro interno vi sono una serie di celle connesse elettromeccanicamente, il che rende loro possibile erogare il giusto voltaggio per il dispositivo alimentato. Fra le batterie, le più note sono quelle a piombo-acido, a nickel-cadmio, e quelle a secco.

Alimentatori switching

L’altra metà del cielo, in fatto di alimentatori, è rappresentata dai modelli switching. Anche in questo caso, naturalmente, il loro scopo è quello di erogare corrente, che sia continua o alternata; tuttavia, in questo caso, non è necessario utilizzare un trasformatore, perché la conversione dell’energia viene effettuata da una serie di piccoli circuiti. Questo ha diversi vantaggi, fra i quali sicuramente spicca la possibilità di miniaturizzare il dispositivo e ridurne il peso, oltre che di evitare il raggiungimento di elevate temperature, sempre pericolose per i dispositivi elettronici.

Rimangono poi alimentatori molto particolari, che raramente vediamo e sono riservati a nicchie specifiche: ne sono un esempio gli alimentatori programmabili, o quelli ad alto voltaggio che spesso vengono impiegati per consumi elevatissimi, come nel caso delle industrie che si occupano di saldatura.