Le cause dell’ipotiroidismo

Mentre l'ipotiroidismo primario è nella maggior parte dei casi determinato da una carenza alimentare di iodio, l'ipotiroidismo secondario ha origine da disfunzioni dell'ipotalamo: approfondiamo meglio le sue caratteristiche insieme alla farmacia di turno di Udine Pelizzo. 

A seconda dei fattori determinanti, l'ipotiroidismo può essere classificato in tre gruppi: l'ipotiroidismo primario, quello secondario e quello congenito. Gli interventi chirurgici sulla tiroide, la tiroidite di Hashimoto e la carenza alimentare di iodio sono le principali cause dell'ipotiroidismo primario, mentre quello secondario – noto anche con il nome di ipotiroidismo centrale – è originato principalmente da disfunzioni dell'ipofisi o dell'ipotalamo, a causa delle quali si verifica una carenza nel rilascio o nella sintesi del TRH o del TSH. Il primo è l'ormone di rilascio della tireotropina, e proviene dall'ipotalamo; il secondo è l'ormone stimolante della tiroide (la tireotropina, appunto), e proviene dall'ipofisi. La tireotropina serve a monitorare l'attività di secrezione che viene svolta dalla tiroide.

Un'altra delle possibili cause dell'ipotiroidismo secondario va individuata in lesioni primarie e secondarie dell'ipotalamo e dell'ipofisi, che possono essere dovute alla chemio o alla radioterapia a cui si ricorre in presenza di un tumore, ma anche a un accumulo di ferro nella talassemia, a una malattia infiltrativa, a una micosi sistemica o a una grave infezione come la sifilide.

Nel caso dell'ipotiroidismo congenito, le origini riguardano la disgenesia, che consiste in un deficit parziale o totale nello sviluppo della tiroide. A volte la causa può essere rappresentata dalla dismorfogenesi, e quindi da difetti genetici nella produzione di ormoni tiroidei. L'ipotiroidismo congenito, che in alcuni casi può essere innescato dall'assunzione di iodio radioattivo, è una patologia grave che compromette lo sviluppo del bambino sia a livello neurologico che sul piano fisico. Per fortuna allo stato attuale si tratta di una malattia reversibile, nel senso che i programmi di screening neonatale garantiscono la massima tempestività diagnostica, come previsto dall'Oms, l'Organizzazione Mondiale della Sanità.

In presenza di ipotiroidismo, quasi sempre si ha a che fare con manifestazioni metaboliche, tra cui la mancanza di appetito, l'aumento di peso e l'intolleranza al freddo, ma ci possono essere anche conseguenze di natura dermatologica, come per esempio la palpebra cadente e la macroglossia. La fragilità delle unghie e dei capelli, la secchezza delle mucose e della cute e il gonfiore del viso sono ulteriori sintomi, che si possono associare a quelli di natura neurologica come la sindrome del tunnel carpale, il torpore, i disturbi del tono muscolare, i cambiamenti della personalità e la scarsa capacità di concentrarsi.