Elettricità statica: cos’è?

Per capire perché, a volte, nelle giornate di vento, basta toccare la portiera dell’auto o essere sul punto di dare la mano a qualcuno per prendere una piccola, ma dolorosa scossa, o perché non appena ci togliamo un cappello i nostri capelli fanno di tutto per stare dritti in piedi, bisogna esplorare – senza difficoltà eccessive, non preoccupatevi – il mondo affascinante della fisica: i fenomeni legati alla carica elettrostatica hanno infatti la loro radice proprio nella struttura stessa della materia.

Come sappiamo, ogni cosa è composta di “mattoncini” infinitamente piccoli, che prendono il nome di atomi; e a loro volta questi sono composti di protoni, neutroni, ed elettroni, che hanno rispettivamente carica positiva, neutra, e negativa. I primi e gli ultimi sono solitamente in numero uguale, e quindi un atomo ha una carica complessiva pari a zero, ed è quindi elettricamente neutro. Gli elettroni, tuttavia, sono legati ai nuclei degli atomi in maniera non eccessivamente forte, e un vigoroso sfregamento può strapparli ai loro atomi – che rimangono dunque carichi positivamente, mentre quelli a cui questi elettroni vanno a legarsi ottengono una carica netta negativa. Questa separazione delle cariche rappresenta la base dell’elettricità statica.

Torniamo agli atomi: atomi con la stessa carica si respingono, e atomi di carica opposta, al contrario, si attraggono. E con questo principio abbiamo in mano tutto quel che ci occorre per interpretare i fenomeni che abbiamo descritto.

Partiamo dalla scossa. C’è vento, che soffia con forza su di voi – con tanta forza da strapparvi degli elettroni, siete quindi carichi positivamente. Quando toccate qualcuno che ha invece carica neutra – per esempio entrando in casa – i vostri elettroni in eccesso corrono laddove ce ne sono meno, e Zap! Ecco la scossa.

D’altro canto, quando levate il cappello, avviene la stessa cosa: sfregando sui vostri capelli, ne sottrae elettroni, e li lascia carichi positivamente. Ora tutti i vostri capelli hanno la stessa carica, ma come abbiamo detto, questo li porta a respingersi. Fortunatamente i capelli sono ancorati al vostro cuoio capelluto, e quindi non possono staccarsi, ma cercano di allontanarsi il più possibile gli uni dagli altri – il che li porta a stare dritti in testa.